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«Il Cycling Stars tornerà nel 2022, ma sarà necessaria una programmazione»

L’arrivo a braccia alzate dell’ex campione europeo Giacomo Nizzolo

Il patron Bonsembiante: «L’idea è un trittico dell’evento in Veneto e una data a ridosso del Giro, anche per contenere gli alti costi»

«Lo spettacolo del ciclismo in centro a Belluno anche nel 2022? Sì, a patto di sedersi attorno a un tavolo, verificare il reale interesse e programmare».

Il giorno dopo il Cycling Stars Criterium, Enrico Bonsembiante, organizzatore dell’evento insieme all’ex iridato Alessandro Ballan, analizza la manifestazione andata in scena nel pomeriggio e nella serata di lunedì, manifestazione che, sul circuito ricavato tra Piazza dei Martiri e Piazza delle Erbe, ha visto prima confrontarsi un centinaio di ragazze e ragazzi, poi gli ex professionisti e, infine, i professionisti.

Dopo il pienone del 2019 (quando a illuminare la notte del capoluogo fu il guizzo di Giulio Ciccone su Elia Viviani e Vincenzo Nibali), lunedì sera la gente non è stata tantissima. E di big del pedale, a parte Giacomo Nizzolo, ex campione italiano ed europeo, non se ne sono visti.

Un’edizione in tono minore, della quale Bonsembiante è consapevole e che spiega pacatamente.

«Non voglio fare paragoni con il 2019: allora il contesto era totalmente diverso, per tanti motivi», esordisce l’organizzatore trevigiano. «Tornare dopo un anno di stop e in una data diversa da quella legata al Giro d’Italia non era facile, ma abbiamo colto l’occasione dei Campionati Europei di Trento per ripartire con una manifestazione che è amata dal pubblico delle due ruote. Il bilancio, dunque, è positivo e l’evento di lunedì lo considero un piccolo successo, tanto più che lo abbiamo messo in piedi in appena quindici giorni. Anche il riscontro mediatico a livello nazionale è stato buono: l’evento è stato seguito anche dalla Rai».

Da più parti è stata sottolineata la poca comunicazione e promozione.

«In questo abbiamo peccato e recito il mea culpa. Ritorniamo però al discorso del poco tempo a disposizione. Abbiamo inviato al Comune la richiesta a inizio agosto, quando è partito il progetto Veneto Cycling Promotion, e abbiamo avuto i permessi a fine agosto. Non voglio entrare nell’ambito dei tempi della pubblica amministrazione, dico però che abbiamo atteso tanti giorni, giorni che avrebbero potuto essere impiegati nel curare maggiormente l’evento e, naturalmente, anche la promozione. Poi, bisogna sottolinearlo, in questi ultimi quindici giorni il Comune di Belluno ha fatto tutto quello che doveva e anche la Polizia Municipale ci ha dato una grossa mano».

Si poteva coinvolgere di più il mondo del commercio cittadino?

«Al mattino tra gli esercenti cittadini ho visto tanti musi lunghi per la chiusura del centro, ho percepito una sensazione di fastidio. Alla sera, con il bel movimento di gente che si è creato, l’atmosfera era decisamente diversa. Mi domando però se spettasse solo a noi coinvolgere maggiormente, o comunque informare, gli operatori».

Tornerà il Cycling Stars Criterium a Belluno?

«Un evento così ha dei costi importanti: quello di due anni sui 150 mila euro, quello di lunedì tra gli 80 e i 90 mila euro, costi coperti per la maggior parte da sponsorizzazioni private, per il resto da Regione e Provincia. Non è come in Francia o Belgio dove le kermesse post Tour de France prevedono che il pubblico paghi. La mia idea è di riproporre il Cycling Stars Criterium nel 2022, articolato su tre eventi in tre giorni consecutivi, all’indomani della conclusione del Giro d’Italia, in modo da poter contenere i costi e avere diversi corridori in zona: uno potrebbe essere a Belluno, uno a Jesolo e uno nel Veronese. Occorre però sedersi attorno a un tavolo e decidere che cosa si vuol fare, programmare per tempo. Ci sono anche altre territori, come l’alto Trevigiano, che hanno ventilato la possibilità di ospitare l’evento».

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