«Il Gp Lattebusche ha un respiro veneto, giusto dare la finale ad Asiago»

Una foto d'archivio del Gp Lattebusche

I presidenti Fisi Federica Monti e Roberto Bortoluzzi concordi sulla decisione. «I vicentini festeggiano il centenario, sapranno organizzare un grande evento»

«Per la prima volta dopo 43 anni il Gran Prix Lattebusche si concluderà fuori provincia. Ma, possiamo dire, lo farà per una giusta causa».

La presidente della Fisi provinciale, Federica Monti, accoglie con favore la decisione di spostare ad Asiago (in occasione del centenario del locale sci club) le finali del Gran Prix Lattebusche di sci alpino e sci di fondo.

«Trovo giusto che un club come quello di Asiago, con una storia così importante sia nello sci alpino che in quello nordico, abbia la possibilità di ospitare un evento prestigioso come il Gp», spiega Monti, che è anche responsabile della circoscrizione Belluno Alta, «in un’occasione così importante come quella del loro centenario. Anzi, che abbiano voluto legare i loro cento anni ad una società del nostro territorio dev'essere motivo d'orgoglio per la nostra provincia. Ci rende felici e lusingati. Certo, è vero che dal punto di vista logistico le nostre società saranno chiamate a percorrere più chilometri. Ma credo che, al netto di questo piccolo disagio, daremo l’opportunità ai nostri piccoli atleti di conoscere un’altra parte della nostra regione».

Già fissate le date delle finali: sabato 5 e domenica 6 marzo.

«Rispetto al passato, la data è stata anticipata di una settimana: non più il secondo weekend di marzo, bensì il primo. Era stato così anche quest’anno, a dire il vero, ma non fa testo, perché sappiamo che è stata una stagione invernale anomala, con gli impianti aperti solo molto limitatamente. È comprensibile che, da un lato, possa dispiacere che le finali escano dalla nostra provincia. Ma io credo che sarà una splendida opportunità di aggregazione e condivisione».

Ottimista anche Roberto Bortoluzzi, presidente del comitato regionale Fisi (la federazione italiana degli sport invernali).

«Sono molto soddisfatto che gli organizzatori abbiano deciso di abbinare le finali del Lattebusche al centenario dell’Us Asiago sci. Come comitato regionale, abbiamo sostenuto questa loro scelta. Dirò di più: sono certo che ad Asiago sapranno organizzare una due giorni indimenticabile. Per il circuito, questa sarà una vetrina importante. Il Gp Lattebusche è una manifestazione a respiro regionale a tutti gli effetti. E non dimentichiamo che in passato ha anche avuto un carattere nazionale».

Tra i bellunesi che, senza alcuna polemica, leggono la notizia con un pizzico di dispiacere c’è invece Luigi Giustina, uno degli storici dirigenti del circuito.

«Mi dispiace che una manifestazione tipica come quella del Gran Prix Lattebusche esca dalla provincia di Belluno. È certamente vero che si tratta di un evento di respiro regionale e non provinciale. Ma è pur sempre un nostro biglietto da visita. Questo, comunque, è solo il mio pensiero: quello di uno che è fuori dal mondo della Fisi e del Gran Prix Lattebische da ormai cinque anni».

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