Matrimonio per il vivaio fra il Piave e il Pordenone. «Sarà un punto di riferimento»

I dirigenti del Piave insieme a quelli del Pordenone in Comune a Belluno

L’accordo fra la società friulana e quella bellunese è stato ufficializzato sabato mattina in Comune

Matrimonio con i ramarri neroverdi. Sabato mattina è stato ufficializzato un accordo di affiliazione per il settore giovanile del Piave con il Pordenone Calcio.

L’obiettivo è quello di migliorare e sviluppare le attività del settore giovanile, sia dal punto di vista tecnico sia sportivo.

Il Pordenone Calcio metterà a disposizione del Piave i propri tecnici e le proprie professionalità, con visite, incontri formativi, riunioni e analisi sui programmi di lavoro, fino alla partecipazione ad eventuali tornei ed amichevoli. Inoltre, il Pordenone verrà più volte nella sede della società bellunese per delle sedute di allenamento comuni.

«Presentiamo un nuovo progetto che è comunque già in corso da un anno», spiega il presidente del Piave Daniele De Bon, «nonostante quel poco che abbiamo potuto fare, la società è entusiasta di questa iniziativa che sta dando molto a tutti noi; i tecnici avranno modo di vederlo quest’anno. Il Pordenone è una società professionistica che ci ha colpito per l’umiltà e l’attenzione che ha per le realtà piccole come la nostra».

Nel corso della presentazione i referenti del Pordenone hanno posto un particolare accento alla formazione dei tecnici. In questo contesto viene sottolineato come la società abbia proseguito nell’ultimo anno le varie attività attraverso il sistema digitale. Infatti, oltre al Piave, le società che seguono il progetto di affiliazione sono ben 46: una in Abruzzo e tutte le altre sono dislocate tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Con loro la società nero-verde porta avanti una serie di visite ai club, vi è una condivisione metodologica, delle attività sui campi, oltre ad allestire dei webinars dedicati.

Tutto questo è finalizzato ad una forma di apprendimento a lungo termine che non riguarda solo gli aspetti tecnico calcistici, bensì viene impostata una filosofia di concepire l’attività sportiva.

Il programma didattico della stagione 2021/2022 prevede un punto informativo con 4 appuntamenti in streaming con i genitori, i vari incontri conoscitivi, di condivisione dei programmi, oltre agli aggiornamenti tecnico-motori e psicoterapeutici. Le finalità del progetto vengono spiegate dal responsabile delle affiliazioni Alessandro Zuttion.

«L’obiettivo non è quello di portare via da qua i giocatori più bravi, anzi tendenzialmente con le nostre affiliate fino a 10-11 anni non tocchiamo minimamente i loro tesserati perché noi abbiamo il nostro settore giovanile. Vorremo migliorare in più punti il contesto sportivo e culturale che sta intorno ai ragazzi, perché ci teniamo molto al miglioramento complessivo del gioco calcio. Questo possiamo farlo senza chiedere soldi per l’accademy. I soldi sono fondamentali per altri aspetti, come i tecnici, il materiale, gli aggiornamenti extra e tutte quelle iniziative che possono dare migliore socializzazione alle squadre».

Entrando nel merito della collaborazione con il Piave Zuitton sottolinea.

«Noi riteniamo che una progettualità pluriennale sia utile per la comprensione, metabolizzazione e messa in pratica delle attività. Il lungo termine prevede degli adattamenti che la società trova attraverso i supporti che diamo ed i risvolti pratici sul territorio che sono sempre particolari, perché ogni società trova un proprio equilibrio avviando il maggior numero di atleti al calcio con una formazione sempre maggiore a livello di quantità e qualità».

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