Pietrobon, il 2022 sarà l’anno del rilancio. «Contatti con la Eolo, progetto interessante»

Andrea Pietrobon

Il cadorino ha finito la stagione in forte calo, ma potrebbe firmare per il team di Basso e Contador

Un 2021 partito molto bene e finito anzitempo. Ma un 2022 che potrebbe essere in maglia Eolo-Kometa.

È il 2021, potrebbe essere il 2022 di Andrea Pietrobon, il passista scalatore (più scalatore che passista) di Tai di Cadore che in queste ultime stagioni è stato uno degli Under 23 più interessanti in Italia, i primi due anni con la maglia della Zalf, in questi ultimi due con quella del Cycling team Friuli.

Il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno della consacrazione ma le cose non sono andate come dovevano. Meglio, sono andate come dovevano fino a maggio, poi la luce si è spenta e l’appuntamento clou della stagione, il Giro d’Italia, si è rivelato un fallimento. La corsa rosa, che tra l’altro aveva una tappa importante proprio sulle strade di casa (la Cavalese – Nevegal), è stata di fatto l’ultima corsa per Pietrobon, che poi ha gareggiato ancora fino a luglio, ma senza ma trovare il colpo di pedale giusto.

Ci sono state in seguito alcune settimane senza competizioni, passate a cercare di capire il perché del calo di forma e a cercare di recuperare la condizione. Senza successo. Di qui decisione di mettere la parola fine al 2021 e concentrarsi sul 2022.

«Chiudo questa stagione con la consapevolezza di avere dato il 110 per cento», esordisce Andrea, che in primavera aveva colto l’ottavo posto in due classicissime del calendario internazionale, il Trofeo Piva e il Giro del Belvedere, e il secondo alla Vicenza – Bionde, al termine di una lunghissima fuga a due con il russo Gleb Syritsa.

E aveva vestito, inoltre, anche la maglia azzurra in due occasioni: il Gran Premio Industria & Artigianato di Larciano e il Giro dell’Appennino.

«Tutto bene fino a un certo punto della stagione, poi sono iniziati mesi difficilissimi: la bicicletta, per la quale non mi pesavano i sacrifici, da amore è diventata un calvario. Sono arrivato al punto di non poterne più. Le cause del calo di rendimento non le abbiamo ancora trovate. L’unica cosa certa è che continuare non aveva senso. Così, abbiamo deciso di fermarci per un mese, staccare».

«Questo periodo di grande difficoltà, ne sono certo, mi sarà comunque utilissimo. Da questo buio trarrò insegnamenti importanti», continua Pietrobon che aggiunge: «Un grazie alla mia squadra che mi è stata vicina: tutti sono stati fantastici, come una famiglia. E grazie anche alla mia famiglia e a tutti coloro che, anche con un messaggio o una parola, mi hanno fatto sentire il loro affetto».

Certezze ancora non ce ne sono, ma il 2022 potrebbe essere la stagione del debutto di Pietrobon tra i professionisti. La maglia potrebbe essere quella azzurra della Eolo-Kometa, la formazione professional fondata e guidata da Ivan Basso e Alberto Contador che lo scorso giugno ha debuttato al Giro d’Italia vincendo, con il bolognese Lorenzo Fortunato, una delle tappe di maggior suggestione, la Cittadella-Monte Zoncolan.

«Sì, ho avuto dei contatti con la Eolo-Kometa, una squadra improntata sui giovani e il cui progetto è interessante», dice Andrea.

Il futuro dovrebbe essere nella formazione del varesino due volte vincitore del Giro e del fuoriclasse spagnolo capace di vincere due Giri d’Italia, due Tour de France e una Vuelta a España. Il condizionale è d’obbligo, in attesa dell’ufficialità.

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