Il Giro d’Italia 2022 si deciderà sulle salite bellunesi

Egan Bernal in maglia rosa a Cortina nello scorso maggio

Il grande finale di Verona sarà preceduto sabato 28 maggio dalla tappa bellunese. Ma sul percorso c’è ancora incertezza

Il Giro d’Italia 2022 si risolverà sulle salite bellunesi sabato 28 maggio.

Dalle (poche) indiscrezioni che trapelano in queste settimane, emerge che la corsa rosa vivrà a Nord Est il suo epilogo, con le ultime quattro frazioni, una tappa friulana e due venete, oltre all’arrivo di Verona.

Giovedì 26 una prima tappa veneta, su cui non ci sono dettagli, quindi venerdì 27 la frazione in Friuli, che potrebbe partire da Lignano per concludersi, dopo uno sconfinamento in Slovenia, nelle Valli del Natisone.

Il giorno successivo la frazione dolomitica, sulle strade della provincia, mentre domenica 29 gran finale a Verona, come già diverse volte nella storia del Giro, l’ultima nel 2019 con la crono che all’Arena che vide la vittoria dello statunitense Chad Haga e consegnò all’ecuadoregno Richard Carapaz il trofeo senza fine.

Sabato 28 maggio 2022, dunque, il Giro di nuovo sulle strade bellunesi dopo che, su queste stesse strade, c’è stato lo scorso 24 maggio, con una tappa spettacolare, la Sacile – Cortina, “mutilata”, però, sia per quanto riguarda il tracciato (il maltempo ha fatto cancellare le ascese a Fedaia e Pordoi), sia per quanto riguarda le immagini televisive (sempre a causa del maltempo, i chilometri finali, con l’attacco della maglia Egan Bernal sul Giau, si sono potuti vedere solo in differita). Una delle ipotesi che è circolata all’indomani della tappa ampezzana è che nel 2002 possa ripetersi quella frazione, almeno in parte, proprio per “risarcire” il territorio della mancata promozione.

L’ipotesi è ancora sul tavolo, così come sul tavolo è il progetto al quale da un paio d’anni l’amministrazione comunale di Auronzo sta lavorando per riportare il Giro al rifugio Auronzo.

Cortina? Tre Cime? Un’altra località della parte alta della provincia? Anche se si avvicina il momento della presentazione, tutto pare ancora avvolto nell’incertezza.

In queste ultime ore si è tornato a parlare anche di un possibile arrivo in Nevegal, con il coinvolgimento di Alpago e Valbelluna, ma anche in questo caso i punti di domanda sono tanti.

Poco si sa della corsa rosa 2022. A cominciare dalla partenza, che potrebbe avvenire a Budapest (Praga l’alternativa). Anche per il 2020 la partenza sarebbe dovuta avvenire all’estero (Budapest), ma l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha fatto poi annullare il progetto che era già stato ufficializzato.

Poche certezze, dunque, sia per quanto riguarda il tracciato nel suo insieme sia per quanto riguarda il dettaglio delle tappe venete.

Il dettaglio, sì, perché che il veneto reciti una parte importante nell’economia del Giro ci sono pochi dubbi.

Lo stesso governatore Luca Zaia, del resto, lo scorso aprile in occasione della presentazione delle tappe venete del Giro aveva assicurato che il Veneto «sarà protagonista anche dell’edizione 2022» e, rivolto a Mauro Vegni, direttore del Giro, aveva chiesto che «l’anno prossimo torni in Veneto una cronometro importante e che si possa pensare a un nuovo suggestivo arrivo finale come fu quello all’Arena di Verona».

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