Il caso Longo non è chiaro e finisce alla Procura federale

Stefano Longo

Il Cappella rinuncia al reclamo contro il Longarone Alpina  ma il giudice non ci sta. Le tre giornate di stop potrebbero non essere state scontate con la maglia dello Spinea

Il caso della squalifica di Stefano Longo finisce alla Procura Federale. Inatteso colpo di scena in merito a Longarone Alpina – Cappella Maggiore della prima giornata di Prima Categoria. Di fatto, resta valido al momento il 2-0 ottenuto sul campo dai bellunesi, in quanto alla fine la società trevigiana ha rinunciato a presentare ricorso. Ma il giudice sportivo vuole vederci chiaro sulla posizione del calciatore, come sottolineato nella nota apparsa ieri sul comunicato.

STRASCICHI IN VISTA?

Tutto nasce dal preannuncio di reclamo del Cappella in merito alle tre giornate di squalifica ricevute da Longo nell’ultima giornata disputata con la maglia dell’Alpina ad ottobre 2020, appena prima della sospensione del torneo causa Covid. Secondo il Cappella non le aveva scontate, quindi non poteva subentrare domenica 19 settembre. Il giocatore, però, da aprile 2021 a giugno 2021 risultava tesserato con lo Spinea per il mini campionato di Eccellenza, culminato tra l’altro con la promozione in D dei veneziani.

Tutto ciò è emerso a seguito delle deduzioni presentate dal Longarone Alpina, dopo il preannuncio di reclamo. Appreso ciò, il Cappella ha rinunciato al ricorso. Fin qui nessuna complicazione. Il problema emerge in seguito e lo descrive il giudice sportivo.

«Dalla corrispondenza scambiata tra i rappresentanti delle due società interessate (la reclamante esprime forti perplessità sulla legittimità e lealtà del comportamento)», si legge nel comunicato ufficiale, «un passaggio interessante si rinviene nelle giustificazioni della reclamata, là dove respinge l’addebito con l’espressione “io e il mio staff conosciamo i regolamenti e li rispettiamo”. Quest’ultimo termine, a parere del giudicante, considerata la peculiarità del caso, potrebbe meglio essere inteso come “utilizziamo”. Così fosse, dovrebbe ritenersi il comportamento della società reclamata non conforme ai principi di lealtà, correttezza e probità”.

Il riferimento del giudice sportivo sembra essere legato al fatto che Longo, dallo Spinea, “non sarebbe mai stato impiegato”, oltre ad essere tesserato di nuovo dal Longarone Alpina a luglio.

TRASFERIMENTO OPPORTUNISTICO?

Della serie, il giudice vuole far verificare se il trasferimento di Longo di aprile sia stato utile solo a fargli estinguere la squalifica e se eventualmente vada ritenuta o meno una pratica scorretta ai fini regolamentari. Di conseguenza, gli atti del caso vengono ora trasmessi al Procuratore Federale, il quale senza dubbio sentirà le parti in causa.

«Siamo sorpresi», commenta il presidente Giuliana, «soprattutto perché il Cappella ha addirittura rinunciato a fare ricorso, una volta apprese le nostre motivazioni».

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