Fardin: «Corbanese troppo solo. Per la Dolomiti dura arrivare ai playoff»

Augusto Fardin domenica in tribuna

L’ex diesse ha visto la sfida contro l’Adriese. «Petdji insuperabile e Mosca resta uno dei terzini migliori. Mi è piaciuto De Leo»

Ha visto una Dolomiti Bellunesi solida ed organizzata. Però secondo lui la striscia di cinque partite senza gol realizzati da Simone Corbanese è legata anche ad uno scarso rifornimento di palloni nel corso dei novanta minuti. Augusto Fardin era domenica al Polisportivo, perché non voleva proprio perdersi una sorta di sfida del “cuore”.

Uno stadio che conosce molto bene e che ha frequentato per diversi campionati.

Da una parte l’evoluzione del suo Belluno, di cui ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo dal 2013 al 2018.

Dall’altra l’Adriese allenata da Roberto Vecchiato, che lui stesso aveva scelto a sorpresa come allenatore gialloblù. Allora Vecchiato giocava ancora e quasi quasi pensava la chiamata fosse proprio per andare a rafforzare la difesa. Invece in panchina stavano per cominciare gli anni forse più belli vissuti di recente dalle parti del Polisportivo.

Impressioni riguardo l’1-1 di domenica?

«Una bella partita, tra due squadre di categoria. Le caratteristiche sono diverse, senza ombra di dubbio. L’Adriese conta su una maggiore qualità tecnica, mentre la compagine bellunese fa valere di più la fisicità e la compattezza».

La Dolomiti può puntare ai playoff?

«Così come è adesso, secondo me no. O almeno, farà fatica a raggiungerli. Penso che al momento abbia maggiori possibilità di assestarsi in una buona metà di classifica. A meno che…».

A meno che?

«Non venga trovata una spalla adeguata per Simone Corbanese. Ecco, se devo fare un appunto, l’ho visto davvero troppo isolato e troppo poco assistito lì davanti. Il salto di qualità la squadra riuscirà a metterlo in pratica nel momento in cui individua il partner ideale da affiancargli. Inoltre in effetti il centrocampo necessita di un tocco di qualità maggiore, al momento garantita solo da De Leo. Ecco, lui è un bel giocatore. Anche se il Bertagno del Belluno resta insostituibile in quella zona del campo».

Chi le è piaciuto?

«Oltre allo stesso De Leo, Petdji si conferma insuperabile in difesa e Mosca rimane uno dei terzini più forti della serie D».

Lei e Vecchiato a Belluno avete lasciato ottimi ricordi?

«Vero, è sempre un piacere tornare. Anche se mi fa un certo effetto che, dopo la fusione fatta con Union Feltre e San Giorgio Sedico, non ci sia più il Belluno».

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