Miniati: «Dolomiti? Nessun rimpianto, sto molto bene a Cartigliano»

Mike Miniati con Alberto Tibolla in un derby fra Union Feltre e San Giorgio

Domenica la Dolomiti Bellunesi ritrova un ex del Belluno e dell’Union Feltre. «Mi aspetto una squadra forte che è anche rinforzata, però per me sarà una partita normale»

Nessun rimpianto per il mancato coinvolgimento nella Dolomiti Bellunesi. Mike Miniati si sta divertendo, e parecchio, nel Cartigliano. I vicentini stanno tra l’altro vivendo l’ennesima stagione da applausi, soprattutto se si pensa alle modalità con cui la formazione del tecnico Ferronato affronta la categoria. Allenamenti serali, la gran parte dei giocatori impegnata durante il giorno al lavoro, budget limitato ma un entusiasmo ed una competenza tale che permette di lasciarsi alle spalle, ogni volta, tante avversarie più blasonate. E così in categoria arrivano di volta in volta salvezze neppure troppo sudate ed anche quest’anno l’indirizzo sembra ben segnato. Alla partita di domenica contro la Dolomiti, il Cartigliano ci arriva con un punto in più in classifica (18) e reduce da due vittorie consecutive sui campi di Ambrosiana e Caldiero Terme.

Mike, il segreto della tua nuova squadra, ormai dal 2018 in serie D?

«L’organizzazione, unita all’umiltà di tutto l’ambiente. Una serie di valori nei quali mi rivedo. Non ho avuto dubbi ad accettare la loro proposta. Sono contento di far parte di questo ambiente».

Nella stagione poi interrotta dal Covid, il Cartigliano era addirittura in corsa per i playoff. In generale poi mette in archivio il tema salvezza con ampio anticipo. Quanto lavoro c’è alle spalle di questi risultati?

«Moltissimo. Cerchiamo di curare i dettagli nei quattro allenamenti settimanali. Di certo ecco, non vi sono dubbi su quale sia il nostro obiettivo primario, ossia ottenere la salvezza il prima possibile. Ciò però senza sottrarsi alla volontà di crescere e migliorare».

Da bellunese, come vivi la sfida alla Dolomiti?

«In modo normale. Non mi sento un ex, non ho mai vestito la maglia di questa società. Poi chiaro, ho fatto parte di due realtà su tre che hanno contribuito all’unione, ossia Belluno ed Union Feltre».

Da bellunese, sei o sei stato dispiaciuto del tuo mancato coinvolgimento?

«Ne ho preso atto allora e non ci penso più. Mi hanno comunicato la decisione e a quel punto ecco arrivare la proposta del Cartigliano. Nessun problema, in futuro poi non si sa mai, le persone e le situazioni cambiano».

Secondo te, ha inciso la difficile annata vissuta all’Union Feltre, a livello personale e collettivo?

«Non saprei, ma è il passato. Di certo bene non abbiamo fatto, però in categoria alla fine ci siamo rimasti. E io mi sono sempre comportato da capitano, dando tutto me stesso».

Che avversario ti aspetti?

«Rafforzato, come abbiamo visto. E con una rosa da primi posti, vedendo i nomi che la compongono. Noi però puntiamo ad ottenere il massimo dei punti».

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