De Francesch, addio al Sedico. «Brutto finale, bella esperienza»

L'allenatore Gabriele De Francesch

L’allenatore lascia dopo la retrocessione in C1 della Giorik, partita con ben altri obiettivi. «È stato un torneo di scelte sbagliate. Il verdetto fa male, ma sono stati otto anni positivi»

BELLUNO

È finita male, perché la retrocessione proprio non se la aspettava nessuno sino a qualche mese fa. Gabriele De Francesch avrebbe desiderato congedarsi in altro modo dalla Giorik Sedico, che ha contribuito a portare dalla C2 alle soglie della A2, sfiorata un paio di volte con i playoff (e un campionato interrotto sul più bello).

La conclusione del suo percorso durato otto anni in biancoazzurro invece coincide con la discesa in C1 della formazione sedicense, retrocessa a seguito dell’ultima posizione nell’appena terminato torneo cadetto. Il suo addio è ufficiale e tra l’altro lo stesso De Francesch evita di polemizzare con la società.

Non erano mancate frecciate più o meno dirette soprattutto nell’ultimo periodo, legate in particolare all’aver costretto la squadra a giocare con pochissimi ragazzi nelle ultime gare. Stavolta invece i toni sono più soft.

Mister, quali sono le sue considerazioni.

«Innanzitutto è un magone essere retrocessi, poco ma sicuro. Un verdetto che fa male. Quanto all’esperienza al Sedico nel suo complesso, lo ritengo un percorso di cui sarò sempre grato: in otto anni siamo passati dalla C2 dove ho cominciato ad allenare a metà della stagione 2014-2015 sino alla B, sfiorando anche la A2. Inoltre ci siamo tolti delle gran belle soddisfazioni».

Cos’è accaduto in questa stagione? Una sola vittoria, qualche pareggio soprattutto tra febbraio e marzo e tante sconfitte.

«Che sia l’anno più complicato tra tutti è fuori discussione. Parliamo di una stagione complicata sin dall’inizio, con scelte sbagliate commesse anche dal sottoscritto. Purtroppo dovevamo cominciare da una colonna portante ben precisa, composta dai portieri e dalla presenza di Storti, Focosi ed Er Raji. Attorno doveva nascere il nuovo Sedico. Questi ultimi due non siamo riusciti a trattenerli e lì le cose hanno preso una piega diversa».

A fine novembre sembrava quasi steste ingranando. Battuto in trasferta il Grangiorgione, poi però è cominciato un mercato invernale caratterizzato da quattro uscite, a fronte dell’arrivo del solo Tendero tra l’altro disponibile da gennaio in avanti. Eravate contati.

«La società in quel momento ci ha messo al corrente della necessità di intervenire in tal senso, cercando di salvaguardare l’aspetto sportivo ma anche economico. Decisioni accettate, però è chiaro che a quel punto allenarsi e giocare era sempre un problema, numericamente parlando».

Lei è pronto ad una nuova avventura?

«Innanzitutto dispiace chiudere qui il percorso a Sedico, tra l’altro dopo le ultime settimane dove delle tensioni ci sono state nell’ambiente, anche se comunque il campionato si è concluso in modo dignitoso. Mi piacerebbe continuare ad allenare, vediamo se avrò l’opportunità. Alla società invece auguro di poter trovare la sua dimensione giusta, magari avviando il settore giovanile».

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