Da Rold Belluno, Paganin garantisce per Colussi. «Era già un allenatore in campo»

Colussi e Paganin a muro due campionati fa

Il capitano commenta la scelta della Da Rold di puntare come tecnico sul palleggiatore di due campionati fa

BELLUNO

«Che fosse già proiettato ad un futuro da allenatore lo si era capito».

Alex Paganin non ha alcun dubbio su tale aspetto. Ma è comunque incuriosito di fronte ad una delle più strane coincidenze sportive in tempi recenti della pallavolo bellunese. Gianluca Colussi avrebbe infatti potuto essere il palleggiatore nella stagione di serie A3 da poco lasciata alle spalle, qualora avesse accettato la proposta della Drl Volley Team di proseguire a Belluno.

Il tutto al termine della gratificante avventura di B conclusa con il beffardo ko in finale playoff, poi se non altro cancellato dal ripescaggio della scorsa estate. Adesso la prende invece in mano da tecnico, dopo un’annata a Prata nelle giovanili accanto tra l’altro al nostro Manolo Pat.

Gli incroci del destino sono strani davvero. A lui va il compito di condurre la squadra verso lidi piacevoli di classifica, dopo il campionato dai due volti concluso con la salvezza ad inizio aprile. È inevitabile però domandare proprio a Paganin che effetto provochi il ritrovare un compagno di squadra e un amico nel ruolo di allenatore. Magari una telefonata tra i due ci sarà, essendo il centrale di Santa Giustina il capitano della Drl e uno dei ragazzi di più lungo corso con la maglia del Belluno.

Alex, da capitano cosa hai pensato, una volta appresa la scelta della dirigenza di affidare il post Schiavon (e post Poletto) proprio a Colussi?

«Che è indubbiamente curiosa come situazione. Sia io e sia altri giocatori lo abbiamo avuto come compagno di squadra e credo proprio il rapporto d’amicizia resterà intatto, per quanto adesso si modifichino senza dubbio i ruoli».

Classica e scontata domanda: era un… allenatore già quando giocava?

«Sì, decisamente. Secondo me questa sorta di vocazione al ruolo di guida tecnica era innata nel suo caso, perché era prodigo di consigli nei confronti di tutti noi. E dei giovani in particolare. Non solo: ricordo in maniera chiara come fosse abitudine per lui confrontarsi spesso con coach Diego Poletto, nel momento in cui andava studiata o adottata una particolare strategia».

Non ci sono ancora le conferme ufficiali di voi giocatori, ma ipotizzando una tua conferma alla Da Rold Logistics, che effetto farà ritrovarlo in palestra nel nuovo ruolo?

«Innanzitutto io ero molto vicino al suo modo di affrontare le gare. Non mollava mai, avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non lasciare un punto od un set all’avversario. Immagino trasmetterà i medesimi concetti alla squadra. Di certo tutti quanti daremo il meglio affinché possa essere disputata una grande stagione, simile magari alla prima parte del campionato che abbiamo terminato un mesetto fa».

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