Mosca aspetta notizie. «Non so nulla sul futuro, la Dolomiti è la priorità»

Il terzino agordino attende di parlare con la società. «Ne discuteremo in modo tranquillo, poi ognuno farà la sue valutazioni»

BELLUNO

«Io sono disponibile», dice Stefano Mosca. A sedersi attorno ad un tavolo per parlare, innanzitutto. A restare anche, se ce ne sarà la possibilità.

La stagione è conclusa in casa Dolomiti Bellunesi, anche se in realtà verranno svolti ancora alcuni allenamenti, sia questa e sia la prossima settimana. Il rompete le righe è previsto solo a fine mese, con tanto di appuntamento tra la metà e la fine di luglio per il raduno in vista del prossimo campionato.

A chi sarà esteso tale invito però non è del tutto chiaro. O meglio, qualche indiscrezione trapela, ma di ufficiale non può esserci ancora nulla. Tanto più ora, con il nuovo direttore generale Luca Piazzi impegnato nello scegliere l’allenatore e nell’individuare di conseguenza la rosa più congeniale alle ambizioni della società.

Stefano Mosca sembra sia uno dei ragazzi in bilico tra la riconferma e il “grazie ed arrivederci”.

Stefano, sei uno dei giocatori di maggior esperienza nel gruppo. Come vi state ponendo di fronte alla possibilità di cambiamenti radicali, rispetto alla squadra di questa stagione?

«Io ritengo l’unica cosa da fare in queste situazioni sia ascoltare quello che ci verrà detto».

Nel tuo caso, quindi, userai tale strategia, oppure hai già delle idee personali sul come e dove continuare il tuo percorso calcistico?

«Non so ancora nulla del mio futuro, magari i giornalisti hanno delle informazioni maggiori. Sto a quanto leggo sulla carta stampata. Immagino comunque nelle prossime settimane anche io avrò maggiori certezze. Di sicuro per me ha sempre la priorità il club con il quale ho concluso il campionato. Se saranno interessati ad avere ancora in squadra il sottoscritto, ne parleremo in modo tranquillo ed ognuno farà le proprie valutazioni, compatibilmente con impegni personali, lavorativi e quant’altro. Altrimenti nessun problema. Però ripeto, è davvero difficile dire qualcosa ora perché il tema del prossimo anno non è stato affrontato».

E dell’anno calcistico appena concluso, cosa ci racconti?

«Che per me ci sono stati due campionati in uno. All’andata abbiamo alternato prestazioni diverse tra loro per un periodo. Tutto normale comunque, essendosi messe assieme tre realtà diverse con la conseguente necessità di imparare a conoscerci. Una volta trovato equilibrio e compattezza, eccoci infatti in zona playoff. Il ritorno invece è come sempre un’altra storia, rispetto a quanto avviene sino a dicembre. Molti rallentano, vedi ad esempio l’Arzignano che ha dovuto vincere il campionato all’ultima giornata nonostante i molti punti di vantaggio ad un certo punto. Senza dubbio il nostro percorso è stato condizionato da diversi fattori».

Settimo posto: più rimpianti o più “va bene così”?

«Non so dirlo con certezza. Il piazzamento è buono, però ci è mancato qualcosina negli scontri diretti e nelle gare specifiche in cui davvero non bisognava lasciare nulla per strada. Vedi ad esempio la trasferta di Campodarsego».

L’atteggiamento di voi giocatori avuto nelle gare con Alessandro Ferro alla guida lo si può promuovere. Non lo avevate fatto vedere però nell’ultimo periodo di Lauria allenatore.

«Se cambi tecnico, la scossa c’è sempre. Chiunque arrivi in panchina. Ferro ci ha messo del suo, perché è stato bravo, ma qualcosa di buono lo avevamo dimostrato comunque anche in precedenza. Ad un certo momento però è mancata la serenità».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Storia, turismo, sport e glaciologia: la Marmolada oggi, spiegata in due minuti

Insalata di quinoa con ceci, fagiolini, cetrioli, more e noci con salsa al cocco e curry

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi