Caos Longarone Alpina. Scontro con il Comune e la fusione potrebbe saltare dopo un anno

Carlo Giuliana con il sindaco Roberto Padrin

Il contendere sarebbe legato alla gestione dello stadio. Non è escluso che la squadra traslochi al Polisportivo

LONGARONE

Scontro tra società e comune. E addirittura il Longarone Alpina sarebbe in procinto di fare le valigie e ad andarsene, abbandonando il nome del paese che dalla scorsa estate ospita il club gialloblù dopo la fusione.

Anche se in questo caso subentrerebbe la necessità di andare a trovare un nuovo campo da gioco, in quanto La Rossa non ha certo i requisiti per ospitare il campionato di Promozione. Un caos vero e proprio dunque, legato a quanto pare alla gestione dell’impianto di Longarone.

Tutto molto paradossale, perché solo pochi giorni fa la squadra era stata ricevuta in comune per una cerimonia in seguito alla vittoria della Coppa Veneto. E lo stesso presidente Carlo Giuliana ha più volte dialogato assieme al sindaco Roberto Padrin.

Cosa accadrà quindi nelle prossime settimane? Sembra sia già programmata una conferenza stampa per il giorno 10 giugno. La data è piuttosto in là nel tempo, forse con l’auspicio di riuscire a trovare una (difficile) soluzione con il quale evitare un dietrofront a distanza di dodici mesi che avrebbe del clamoroso. E nel frattempo si fa largo l’ipotesi di un’Alpina ospite del Polisportivo di Belluno.

L’unica nota che può tranquillizzare gli appassionati del Longarone Alpina riguarda il massimo impegno assicurato nei confronti della prima squadra, la quale è in attesa dell’ormai certo ripescaggio in Promozione a seguito proprio della vittoria della Coppa.

Il resto però rimane un’incognita. A partire appunto dal nome e dalla partecipazione della parte societaria che era del Longarone.

In caso di addio, gli attuali dirigenti seguirebbero in toto la “nuova” Alpina, facendo di fatto sparire il calcio da Longarone? Cosa ne sarebbe del settore giovanile, i cui ragazzi sono tra l’altro provenienti quasi tutti da quelle zone?

Domande a cui non si riesce a dare risposta in quanto le bocche sono non cucite, di più.

Al massimo, il presidente Giuliana ci fa sapere come «si stia cercando una soluzione, altrimenti torniamo ad essere solo l’Alpina».

Lo stesso numero uno non esclude neppure azioni legali. Rimane però come detto la piena fiducia dell’ambiente sul rispetto dell’impegno sportivo, e anzi qualcuno ci vede la possibilità di reinserirsi nel contesto di Belluno città rimasto orfano della centenaria squadra gialloblù convogliata nella Dolomiti Bellunesi. Magari andando al Polisportivo di Belluno, il quale però nel 2023 sarà oggetto del noto restyling, necessario a mettere in ordine un impianto vecchio e poco funzionale alle esigenze delle varie società.

NO COMMENT

Sul fronte comune di Longarone, risponde in modo secco a qualsiasi domanda il sindaco Roberto Padrin, tra l’altro grande appassionato di calcio e contento l’estate scorsa del matrimonio con il quale si portavano in paese un paio di categorie superiori rispetto alla Terza.

«Non dico nulla sulla vicenda».

È chiaro che stiamo parlando di un qualcosa di complicato da risolvere, in quanto nessuna delle due parti sembra all’apparenza disposta a cedere. Nell’epoca delle fusioni, c’è il rischio di assistere ad una scissione inaspettata.

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