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Fisi al voto, in 4 contro Roda. «Io mi posso ricandidare»

L’attuale presidente ha vinto i primi due ricorsi sul massimo dei tre mandati. Ora sfiderà Maldifassi, Falez, Dal Pez e Bisconti sabato 15 ottobre a Milano

Stefano Vietina
2 minuti di lettura

L'attuale presidente Flavio Roda

 

Sport invernali di nuovo alle urne. Dopo il voto molto battagliato per eleggere il presidente regionale, con il successo di Roberto Visentin, e quello invece scontato a livello provinciale, con Berto Sommavilla, cresce l’attesa per l’assemblea elettiva Fisi, in programma a Milano sabato 15 ottobre.

Per la prima volta, infatti, sono ben cinque i candidati alla presidenza della federazione degli sport invernali: l’attuale numero uno Flavio Roda, Stefano Maldifassi, Alessandro Falez, Angelo Dalpez e Giacomo Bisconti. Numerosi anche coloro che si propongono anche per un posto nel consiglio come laici, atleti e tecnici.

Fra questi si candidano come consiglieri laici anche tre veneti, il bellunese Igor Ghedina (ex presidente dello Sci club Cortina), il padovano Stefano Umberto Longo (che gravita nell’ambiente cortinese dello Sci club 18 ed è presidente della Fondazione Cortina 2026), e Roberta Rodeghiero (presidente dell’US Asiago); e fra i consiglieri tecnici Mauro Baldo (allenatore esperto dello Sci club Drusciè Cortina), Luca Bertagnolli (ex sci club Trichiana, attualmente tesserato con lo Sci club 18 Cortina) e Carlo Dal Pozzo (tecnico dello sci nordico).

Gli incontri con gli sci club si stanno susseguendo e questa sera uno dei candidati alla presidenza, Alessandro Falez, presenterà la sua candidatura a Belluno, nel Collegio Regionale Maestri Sci Veneto (in Piazza San Lucano di Borgo Pra) accompagnato dal candidato consigliere, e già consigliere uscente, Enzo Sima, ex tecnico federale e manager dello sci. Presentazioni che in città hanno già tenuto nei giorni scorsi Maldifassi e Biscionti e terrà prossimamente Dalpez. Si tratta di elezioni di particolare significato, peraltro, perché il prossimo quadriennio preparerà le Olimpiadi di Cortina-Milano 2026 ed per la Federazione si prospetta un periodo delicato e di particolare impegno.

L’assemblea federale ordinaria elettiva ha all’ordine del giorno l’approvazione dei bilanci programmatici di indirizzo del Consiglio Federale; ma soprattutto l’elezione alle cariche federali centrali, dal presidente a 7 Consiglieri federali in rappresentanza degli affiliati (con rappresentanza di genere diverso non inferiore a tre); 2 consiglieri in rappresentanza degli Atleti (con equa rappresentanza di atleti e atlete); un consigliere in rappresentanza dei Tecnici; un Presidente del Collegio revisore dei conti.

È comunque indubbio che il momento centrale sarà l’elezione del presidente dopo mesi di turbolenza sull’eleggibilità o meno del presidente uscente Flavio Roda, in carica dal 2012. La legge 11 gennaio 2018, numero 8 a modifica del Decreto Legislativo 23 luglio 1999, numero 242 in materia di limiti al rinnovo del mandati degli organi del Comitato Olimpico Nazionale italiano e delle Federazioni Sportive Nazionali ha, infatti, previsto un limite massimo di tre “interi mandati quadriennali”. Una legge che ha impedito ad esempio la ricandidatura di Roberto Bortoluzzi alla Fisi Veneto.

Tre mandati dovrebbe averli fatti anche Roda, sostengono nel loro ricorso i tre candidati Falez, Dalpez e Maldifassi. Lui replica, invece, che il primo incarico è stato solo biennale e quindi non andrebbe conteggiato, per cui ritiene di essere ancora candidabile. Il ricorso è già stato respinto in prima istanza ed in appello dal Tribunale Federale ed ora il giudizio passa al Collegio di garanzia del Coni, che potrebbe anche decidere, qualora non avesse il tempo materiale per analizzare il ricorso, di posticipare le elezioni di sabato 15 ottobre.

Intanto Roda si dice tranquillo.

«Abbiamo uno Statuto ed un Rof (regolamento organico federale, ndr) che parlano chiaro e che mi consentono evidentemente di candidarmi. Poi il giudizio lo lasciamo agli sci club che hanno il compito di scegliere le figure apicali della Federazione. Quello che voglio sottolineare però, mentre aspetto come lei il giudizio del Collegio di garanzia del Coni, è che il Tribunale federale è un organismo autonomo, super partes, che non dipende, come qualcuno ha voluto maliziosamente far credere, dalla Federazione».

Una querelle che animerà l’ultima settimana di campagna elettorale e forse non solo.

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