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Skeleton. Gaspari, test “olimpici” nella galleria del vento. «Vanno limati i centesimi»

L’ampezzano al Politecnico di Milano con la squadra azzurra. «Il clou della stagione saranno ovviamente i Mondiali di Sankt Moritz»

Ilario Tancon
2 minuti di lettura
Mattia Gaspari (primo in piedi) con gli azzurri dello skeleton 

Nella galleria del vento, per volare verso le Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

È stato un inizio di settimana di test importanti per Mattia Gaspari che, con i colleghi di nazionale Amedeo Bagnis, Alessia Crippa, Alessandra Fumagalli, Valentina Margaglio, Marvin Moscara e Manuel Schwaerzer è stato ospite del prestigioco Politecnico di Milano.

Obiettivo: trovare la migliore aerodinamica...

«Prima dell’inizio della nuova stagione agonistica abbiamo svolto dei test approfonditi al Politecnico del capoluogo lombardo, sotto la guida del direttore tecnico dello skeleton azzurro, Maurizio Oioli, dei tecnici di specialità, dei tecnici dell’Istituto di Scienza dello Sport del Coni e degli ingegneri dell’università. Ci eravamo già stati lo scorso anno: questa volta stiamo partiti dai test del 2021, test di carattere generale, per arrivare a un profilo personalizzato».

Su che cosa avete lavorato?

«Sulle posizioni del corpo, sui profili e sulle regolazioni di slitte, caschi e tute: la resistenza di ogni singolo particolare e di tutto il sistema è stata misurata mentre nella camera di prova l’aria viene soffiata ad una velocità compresa tra i 100 ed i 130 km/h per riprodurre ciò che avviene durante le discese in pista».

Nello skeleton la vittoria è questione di decimi, se non di centesimi.

«Su un minuto di gara, 7-8 centesimi possono fare la differenza. Se pensiamo che in una gara olimpica o mondiale le discese sono quattro, si capisce che 7-8 centesimi, che sembrano nulla, diventano un’enormità».

Già, le gare olimpiche.

«Il lavoro che abbiamo fatto a Milano si inserisce nel lungo rapporto di collaborazione tra Fisi e Coni finalizzato a Milano – Cortina 2026. I test di questa settimana, insomma, sono qualcosa che ci servirà non solo o non tanto per la stagione 2022-2023 quanto per gli anni a venire e, in particolare, per l’inverno 2025-2026».

In chiave olimpica va interpretato anche l’inserimento nello staff tecnico azzurro di Wilfried “Willi” Schneider, il tecnico tedesco che, dopo un passato di ottimo atleta, ha allenato tra Canada, Stati Uniti e Russia, portando diversi suoi atleti ai vertici.

«Si tratta di un tecnico dalla grandissima esperienza. Dobbiamo imparare a conoscerlo e lui imparare a conoscere noi. Particolare non secondario, Schneider è anche costruttore di slitte e pattini: sarà dunque più immediato lo scambio di pareri sui materiali e più veloce il relativo settaggio».

La preparazione per la stagione come sta andando?

«Gli ultimi dieci giorni di settembre abbiamo lavorato al Sestriere: è stato un collegiale intenso e proficuo quello sul pistino ghiacciato piemontese. A metà ottobre andremo una settimana a Innsbruck e lì ci sarà il vero esordio sul ghiaccio. Poi ci divideremo in gruppi prima dell’inizio della Coppa del mondo che sarà in Canada, a Whistler Mountain, a metà novembre. Il momento clou, naturalmente, saranno i Mondiali di Sankt Moritz».

Come ti trovi sulla pista elvetica?

«Si tratta di un budello non particolarmente tecnica ma molto lungo, sul quale quale contano molto le doti di guida»

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