Che cos'è la cyber-pandemia e come combatterla, secondo Kaspersky

Gli attacchi informatici continuano ad aumentare e prendono di mira le infrastrutture strategiche: l'Europa è pronta a difendersi?

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Nel 2021, gli attacchi informatici tramite ransomware sono destinati ad aumentare drasticamente. Secondo alcuni studi, la loro frequenza raddoppierà in confronto al 2019 e sarà quattro volte superiore rispetto al 2017. Anche le trappole disseminate sul web si stanno moltiplicando, basti pensare alle oltre quattromila segnalazioni di siti internet fasulli dedicati al Covid, che sfruttano i timori della popolazione per attirare nella rete gli utenti meno consapevoli. Nel complesso, si prevede che il cybercrimine costerà all’economia globale qualcosa come seimila miliardi di dollari.

“Nello stesso modo in cui eravamo stati avvisati del rischio che scoppiasse una pandemia – ma ci siamo comunque fatti trovare impreparati – adesso siamo di fronte al rischio di una pandemia di attacchi informatici”, spiega Lorena Boix Alonso, direttrice del team responsabile della Digital Society della Commissione Europea, nel corso del EU Cyberpolicy Forum organizzato da Kaspersky. “Dobbiamo farci trovare pronti, rispondendo collettivamente alle minacce e affrontando le debolezze endemiche presenti, per esempio, nella nostra supply chain”. 

 

Difendersi è ancora un sogno
Al momento, infatti, a contraddistinguere i sistemi strategici informatici è più che altro la vulnerabilità: “Le armi cyber sono una realtà, mentre la difesa informatica è ancora un sogno”, ha affermato Eugene Kaspersky, fondatore della società di cybersicurezza. “Migliorare la situazione è fondamentale soprattutto per le regioni più sviluppate, perché sono quelle che più di altre dipendono da tecnologie e infrastrutture digitali”.

Internet of things, rete elettrica, banche, ospedali, pubblica amministrazione: tutti i servizi cruciali che i cittadini europei utilizzano quotidianamente devono conquistare ciò che la stessa Commissione Europea definisce “uno scudo contro le minacce cyber” ed evitare che degli attacchi ransomware colpiscano per esempio gli ospedali (come recentemente avvenuto in Francia), costringendo addirittura al trasferimento di alcuni pazienti.

Ad affrontare una situazione che anno dopo anno diventa sempre più urgente e strategica è la nuova Strategia per la Cybersicurezza dell’Unione Europea, che mira ad “assicurarsi che tutti i cittadini e tutte le aziende possano beneficiare di strumenti digitali e servizi affidabili”. Le linee guida attraverso cui adeguare l’infrastruttura informatica alle minacce incombenti prevedono, tra le altre cose, il supporto alle pmi garantito dai Digital Innovation Hubs europei, che si occuperanno di formare adeguatamente la forza lavoro del continente e attirare i migliori talenti in materia di cybersicurezza; il rafforzamento della cooperazione tra l’Unione Europea e gli stati membri e l’obbligo per le aziende di notificare gli incidenti entro 24 ore, presentando un report finale entro un mese.

Il ruolo della Ue
Da un sondaggio condotto da Kaspersky nel corso del forum, emerge che le priorità da affrontare al fine di garantire la cybersicurezza a livello europeo sono la protezione dell’infrastruttura critica (24%), l’implementazione della cosiddetta “sicurezza by design” (ovvero la creazione di prodotti sicuri già alla nascita, opzione scelta dal 16% dei partecipanti) e la diffusione di una maggiore consapevolezza e delle abilità necessarie a fronteggiare le minacce (12%). 

Un altro elemento, spesso sottovalutato, è stato invece evidenziato dal parlamentare europeo Bart Groothuis: “Il panorama è in rapida evoluzione e l’Unione Europea non deve inseguire i cambiamenti, ma guidarli. Da parte mia, vorrei vedere un approccio più attivo, in cui impieghiamo le nostre capacità digitali per rispondere agli attacchi che arrivano dall’estero, rendendo sempre meno vantaggioso attaccare le nostre infrastrutture”.