Anche Musk, come Steve Jobs, avrà una biografia firmata Walter Isaacson

(afp)
Il Ceo di Tesla lo avrà anche definito “idiota”, ma ora condividerà con il fondatore di Apple lo stesso biografo. Quello del caso letterario del 2011 che è ora al lavoro sulla sua vita e di tutto ciò che le gira intorno: dallo Spazio alle auto elettriche, dai Dogecoin ai social
 
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C’è stato un momento in cui Elon Musk, Ceo di Tesla e SpaceX, sarebbe voluto diventare il nuovo Steve Jobs, alla guida di Apple. Lo ha raccontato il giornalista statunitense Tim Higgins nel suo ultimo libro “Power Play: Tesla, Elon Musk and the bet of the century”. Il cronista del Wall Street Journal e di Cnbc rivela che nel 2016, in uno scambio telefonico con l’ad di Apple Tim Cook, avrebbe offerto Tesla alla Mela in cambio della guida dell’azienda di Cupertino. Cook,stando a quanto scrive Higgins, avrebbe riagganciato furioso e sdegnato per il narcisismo del suo interlocutore.

Musk ha smentito tutto su Twitter: non solo la pretesa della poltrona che un tempo fu di Jobs, ma l’intera chiamata. “Cook e il sottoscritto non ci siamo mai parlati, né scritti” ha twittato Musk. Con Jobs, e quindi con Cupertino, Musk potrà comunque vantare un legame: il celebre giornalista e scrittore Walter Isaacson, infatti, sta lavorando a una biografia del 50enne amministratore di Tesla, SpaceX e infinite altre imprese.

Isaacson è lo stesso ad aver firmato la biografia di Steve Jobs (edita in Italia da Mondadori) che è stata pubblicata nel 2011 e ha venduto oltre 3 milioni di copie solo negli Stati Uniti. Certo, il feroce tempismo dell’epoca ne sostenne il successo: il libro su Jobs arrivò infatti online e nelle librerie il 24 ottobre 2011, a pochi giorni dalla morte del co-fondatore di Apple (avvenuta il 5 ottobre 2011, appunto). Adesso Isaacson, che è un biografo celebre (ha scritto la vita di Henry Kissinger, Albert Einstein, Leonardo da Vinci e Benjamin Franklin), e fra gli altri incarichi è stato presidente e ad di Cnn, sarebbe al lavoro sul volume da dedicare a Musk.

A svelarlo è stato proprio Musk, con un tweet nel quale sembra preparare il campo alla sua beatificazione come “eroe nazionale” (è sudafricano naturalizzato canadese e americano): “Se siete curiosi di Tesla, SpaceX e ciò che mi riguarda in generale, Walter Isaacson sta scrivendo una biografia” ha scritto sul social. Non sarebbe la prima, sulla sua vita: un’altra biografia era uscita nel 2015 a firma di Ashlee Vance e intitolata “Elon Musk: Tesla, SpaceX, and the Quest for a Fantastic Future”.

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Ma in questi sei anni ne sono successe di cose che riguardano Elon Musk, le sue aziende e le sue molteplici iniziative imprenditoriali. E poi Isaacson è Isaacson. Lo stesso che ha cristallizzato Jobs nella memoria di milioni di lettori con una specie di bibbia ricca di aneddoti. Dal libro sull’uomo visionario che ha lanciato, tra le altre cose, i rivoluzionari iPod e iPhone, è partito Danny Boyle per il suo film del 2015 con Michael Fassbender nei panni dell’indimenticabile genio della Mela.

Sei anni, dicevamo. Segnati dai progressi di Tesla ma soprattutto dai successi dei programmi spaziali della sua SpaceX. Su tutti Crew Dragon, che ha restituito autonomia agli astronauti statunitensi rispetto agli andirivieni dalla Stazione spaziale internazionale; l’impegno sul programma lunare Artemide; la costruzione del maxirazzo Starship; il turismo spaziale e così via. Traguardi che sembrano ogni volta sotterrare qualsiasi polemica: da quelle sulle sue dichiarazioni controverse (per esempio quelle sulla pandemia, nel corso del 2020) a quelle sulla manipolazione dei mercati finanziari, specie di quelli delle criptovalute, fino alle fabbriche rimaste aperte in California durante il lockdown dello scorso anno o gli stellari dividendi che ne fanno il Ceo più pagato del mondo (solo nel 2020 ha incassato 6,5 miliardi di dollari in opzioni azionarie) e mille altre intemperanze.

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Se ne parlava già da qualche mese, del libro, quando Fox Business aveva anticipato la trattativa tra Musk e Isaacson, spiegando che lo scrittore si era riservato di rispondere entro giugno. Segnale che evidentemente è stato Musk a volere la biografia, e non il contrario. Il libro, in qualche modo, avvicinerebbe l'imprenditore all'uomo che che appena sei anni fa definiva un “idiota”: “Quella volta che ho incontrato Steve Jobs mi è subito sembrato una persona sgradevole - disse Musk - lo incontrai durante una festa, ma lui disse di non aver mai sentito il mio nome. Il suo comportamento fu poco amichevole. Lo definirei un idiota per come si comportò quella volta”.

Forse la cosa più sensata l’ha detta Bill Gates in un’intervista dello scorso anno a Bloomberg: “Se conosci le persone direttamente, queste semplificazioni grossolane sembrano strane. Elon è più un abile ingegnere, mentre Steve era un genio nel design, nell'attirare le persone e nel marketing. Non entrereste in una stanza correndo il rischio di confonderli”. Speriamo che la biografia di Isaacson, sulla quale non si hanno dettagli rispetto alla data d’uscita, non confonda le acque.