Il caso

Facebook guadagna 9 miliardi di dollari nonostante scandali e accuse

(afp)
Il gigante dei social media ha realizzato profitti record nel trimestre. Zuckerberg: "Le critiche in buona fede ci aiutano, ma questa è una campagna coordinata contro di noi"
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Terzo trimestre da record per Facebook che ha registrato guadagni migliori del previsto, anche se in piena polemica per i documenti interni trapelati online: il gigante dei social media ha realizzato profitti per 9 miliardi di dollari nel trimestre, rispetto ai 7,8 dell'anno scorso.

Un incremento che è arrivato nonostante un nuovo aggiornamento sulla privacy del sistema operativo iOS 14 di Apple, che ha reso più difficile per i marchi indirizzare gli annunci a utenti specifici. E nonostante le polemiche legate al fatto che Facebook (secondo le dichiarazioni di una ex dipendente) antepone il profitto alla sicurezza delle persone. In ogni caso negli ultimi 12 mesi il gigante dei social media ha affermato che la sua base di utenti mensile è cresciuta del 6% a 2,91 miliardi di persone. Tuttavia, nonostante i suoi forti profitti, le sue entrate sono leggermente inferiori rispetto alle aspettative degli analisti.

L'azienda ha dichiarato comunque che quest'anno spenderà circa 10 miliardi di dollari nella sua divisione dedicata al metaverso, nota come Facebook Reality Labs, che ha il compito di creare hardware, software e contenuti di realtà aumentata e virtuale. Nonostante le accuse, le azioni di Facebook sono aumentate dell'1,3% nel trading after hour di lunedì e le azioni dell'azienda sono aumentate di circa il 20% finora quest'anno.

Immediata la reazione di Zuckerberg: il co-fondatore di Facebook ha reagito alla diffusione degli ultimi documenti interni sulla presunta inazione verso violenza verbale, disinformazione e illegalità, dicendo che "le critiche in buona fede ci aiutano a migliorare, ma penso che stiamo vedendo uno sforzo coordinato per usare selettivamente documenti trapelati per dipingere una falsa immagine della nostra compagnia". Ancora: "La realtà è che abbiamo una cultura aperta che incoraggia la discussione e la ricerca sul nostro lavoro, in modo che possiamo fare progressi su molte questioni complesse che non sono specifiche solo per noi".