Climate change

L’idea di Google: machine learning e IA per prevedere gli effetti delle alluvioni

Al momento, il programma riguarda gran parte dell'India e del Bangladesh e copre un'area abitata da 360 milioni di persone: "Lo estenderemo ad altri Paesi del mondo", hanno fatto sapere dall'azienda
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Gli effetti del cambiamento climatico, soprattutto sotto forma di alluvioni, piogge torrenziali e conseguenti allagamenti, sono sempre più frequenti ed evidenti, non solo all’altro capo del mondo ma pure in Italia, come dimostra quanto accaduto di recente in Sicilia e Calabria. E sempre più frequente è l’uso della tecnologia per cercare di arginarli, questi effetti. E magari pure di prevederli.

È quello che fa Google più o meno dal 2018, da quando ha messo in piedi un sistema di monitoraggio dei corsi d’acqua e di avvisi per le persone che abitano nelle aree a rischio: al momento, il programma riguarda gran parte dell'India e del Bangladesh e copre un'area abitata da 360 milioni di persone, che nel tempo hanno ricevuto 115 milioni di alert (in crescita dagli iniziali 220 milioni di abitanti e 40 milioni di avvisi).

youtube: l’uso dell’IA per prevedere le inondazioni

Come funziona il Google Flood Hub
Quello che fa l’azienda californiana è raccogliere dati su quanto piove, dove e per quanto tempo, usando poi machine learning e intelligenza artificiale per elaborare queste informazioni: il risultato è un modello previsionale che stima non solo di quanto salirà il livello di un fiume o di un torrente, ma anche quanto terreno allagherà intorno a sé.

Per riuscirci, in una maniera che sia facile da capire, Google usa le mappe di Maps, disegnando sulla cartina della zona interessata la parte che rischia di finire allagata, come si vede chiaramente accedendo al sito del Google Flood Hub: “I nostri avvisi di inondazione fanno in modo che le persone ricevano le informazioni fondamentali visualizzando le mappe di inondazione - hanno appunto spiegato dall’azienda - che mostrano l'estensione e la profondità di queste partendo da Google Maps”.

Gli alert arrivano poi sugli smartphone sotto forma di notifica (immagine qui sopra) e possono essere cliccati per avere maggiori informazioni: l’intenzione di Google è di “espandere questi allarmi ai Paesi dell'Asia meridionale e del Sudamerica per poi portarli in altri Paesi del mondo”.

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