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Rita, l'app italiana che difende la privacy, ha raccolto fondi per un milione di euro

Rita, l'app italiana che difende la privacy, ha raccolto fondi per un milione di euro
La startup co-fondata dal genovese Guglielmo Schenardi semplifica l’accesso ai dati personali in possesso di Google, Facebook e altri colossi del Web
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Rita Personal Data, l’app per la raccolta e l’organizzazione dei dati personali, ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento pre-seed da 1 milione di euro.

Il round è stato guidato da Pitchdrive, fondo di venture capital olandese diretto da Wim Derkinderen, e hanno preso parte altri angel investor, come Felix von de Maele (CEO di Collibra) e Hristo Borisov (CEO di Payhawk).

Sviluppata dall’omonima startup fondata dal genovese Guglielmo Schenardi e dal belga John Arts, Rita ha lo scopo di semplificare l’accesso ai dati personali in possesso ai giganti del Web, fornendo un servizio integrato capace di raccogliere e conservare direttamente sullo smartphone le informazioni delle persone, sparse fra le principali piattaforme. Una volta scaricati i dati dagli account online, Rita li organizza in grafici e liste facili da consultare e comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Anche la richiesta di rimozione delle informazioni viene semplificata, automatizzando le mail da inviare agli inserzionisti pubblicitari che profilano le persone tramite le piattaforme di Google e Facebook.

Rita è nata da un’idea sviluppata da Schenardi e Arts mentre erano ancora compagni di studi all’Escp Business School. Oggi la startup ha sede ad Amsterdam e ha 6 impiegati di 6 diverse nazionalità che si occupano dello sviluppo, della grafica e del marketing. I due fondatori curano direttamente la parte di business development: “John e io abbiamo sempre seguito i temi legati alla privacy e alla protezione dei dati - ci aveva raccontato Schenardi un anno fa - L’arrivo della Gdpr è stata una svolta importante, ma ci siamo accorti che riuscire a visualizzare i propri dati e capire come chiedere davvero alle varie aziende di rimuovere ciò che sapevano di noi rimane un processo alla portata di pochi. Con Rita vogliamo invece democratizzare questo passaggio, e consentire a tutti di riprendere il controllo delle loro informazioni personali”.

I co-fondatori di Rita Personal Data: Guglielmo Schenardi (a sinistra) e John Arts
I co-fondatori di Rita Personal Data: Guglielmo Schenardi (a sinistra) e John Arts 

Il round da un milione di euro permetterà alla startup di allargare l’organico, perfezionare l’infrastruttura digitale del servizio e lavorare alla crescita della base di utenti. L’interesse per Rita è trasversale e va oltre il finanziamento pre-seed: l’azienda può contare già su advisor del calibro di Roy Vella, ex capo di PayPal Europe, e Debra J Farber, ex responsabile sicurezza e privacy di AWS. La mission a lungo termina di Rita è “favorire un rapporto etico tra gli utenti e i giganti del Web”, favorendo un mercato in cui tutti possano controllare direttamente i loro dati e anche trarre benefici diretti dall’uso che ne fanno le grandi piattaforme: “Il nostro prossimo passo sarà connettere le persone con le aziende, mantenendo una privacy di prim’ordine e il controllo da parte dell’utente - ha spiegato Schenardi - Le parti, fidandosi l’una dell’altra, otterranno benefici maggiori di quelli odierni”.