Il caso
Attenzione: a San Francisco c'è un’auto a guida autonoma che ti spia

Attenzione: a San Francisco c'è un’auto a guida autonoma che ti spia

In California, la polizia sta usando le vetture senza pilota come telecamere di sorveglianza mobile. Ma manca una legislazione specifica. Ed è allarme per la privacy

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"I veicoli autonomi registrano continuamente l'ambiente circostante e sono potenzialmente in grado di contribuire alle indagini", si legge in un documento di formazione interno. Un’ammissione clamorosa da parte della polizia di San Francisco che, di fatto, ammette di usare le auto senza pilota come telecamere mobili di sorveglianza. Tutto nasce dal fatto che in Usa circolano diversi prototipi di macchine del genere: la sperimentazione è iniziata cinque anno fa e le aziende produttrici di auto senza conducente hanno un discreto parco auto che si aggira costantemente in città. Auto cariche di una serie di sensori, tra cui videocamere che catturano tutto ciò che accade intorno a loro per viaggiare in sicurezza e analizzare i casi in cui non lo fanno.

Ma mentre Waymo di Alphabet e Cruise di General Motors, sottolineano gli enormi vantaggi che i loro servizi potrebbero un giorno offrire, nessuno dice che queste macchine hanno anche un altro uso, molto meno ipotetico: quello di spie, mettendo le proprie telecamere di sorveglianza a disposizione della polizia. Un potenziale aiuto straordinario per le indagini, ma anche una nuova frontiere per il problema della tutela della privacy perché fino ad oggi nessuno aveva dichiarato di poter accedere alle registrazioni video delle auto a guida autonoma.

La polizia fra l’altro ha dichiarato di utilizzare – già adesso – con grande frequenza questi filmati e la cosa ha allarmato la Electronic Frontier Foundation (EFF): "È molto preoccupante", ha dichiarato Adam Schwartz, avvocato senior dell’associazione - che le auto (oggi una miniera di dati personali dei consumatori) si trasformino senza nessun tipo di legislazione in una nuova fonte di prove. Molto preoccupante”.

Siamo davanti ad auto che si trasformano in dispositivi di sorveglianza a rotelle e visto che le forze dell’ordine hanno già accesso a sistemi che leggono automaticamente le targhe, ogni tipo di telecamera di sorveglianza, sistemi di riconoscimento facciale, la cosa preoccupa non poco perché di fatto la rete di sorveglianza - già molto invasiva – diventerà a breve totale.

Fra l’altro tutte le aziende che lavorano nel settore della auto a guida autonoma hanno sempre dichiarato di non raccogliere dati per identificare le persone. Ma la polizia di San Francisco, ammettendo l’uso delle tecamere, di fatto smentisce la politica delle case che producono auto a guida autonoma. Certo, ufficialmente l’uso dei filmati delle vetture driveless è limitato ufficialmente ai casi in cui la sicurezza pubblica è a rischio. Ma in quali tipi di indagini vengono usate queste registrazioni? E come vengono acquisite? Dove si conservano i filmati? Mistero. Manca una specifica legislazione e questo getta un’ombra sullo sviluppo delle auto a guida autonoma.