Almanacco dell'innovazione - 21 maggio 1927

Un ragazzo di 25 anni attraversa l'Atlantico in 33 ore e mezzo atterrando a Parigi come un eroe

Un ragazzo di 25 anni attraversa l'Atlantico in 33 ore e mezzo atterrando a Parigi come un eroe
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Il 21 maggio 1927 alle 10 e 22 della sera, all’aerodromo Le Bourget di Parigi, una folla enorme, decine di migliaia di persone esultava per l’arrivo di un piccolo, meraviglioso aeroplano. Si chiamava Spirit of St. Louis e a bordo c’era un ragazzo di 25 anni, Charles Lindbergh. Era partito 33 ore e mezzo prima da New York e così aveva completato, con due ore di anticipo sulla tabella di marcia, il primo volo in solitaria e non stop sopra l’oceano Atlantico. 

Il giorno dopo i giornali di tutto il mondo aprivano con la stessa notizia. “Lindbergh Lands in Paris” (Chicago Tribune); “Lucky Lindbergh Hops Off on Daring Flight to Paris” (Brooklyn Citizen); “Lindbergh Does It! To Paris in 33 ½ Hours; Flies 1000 Miles Through Snow and Sleet; Cheering French Carry Him Off Field” (New York Times); e infine “Il volo New York-Parigi compiuto in 33 ore e mezzo” (Corriere della Sera).

Charles Lindbergh era nato a Detroit nel 1902, ed era cresciuto fra il Minnesota e Washington DC dove il padre era deputato al Congresso. A 20 anni aveva imparato a volare diventando un piccolo fenomeno per le virtù acrobatiche. Era quindi entrato nell’Aviazione ma ai tempi gli Stati Uniti non aveva bisogno di piloti a tempo pieno e allora si era dedicato a portare la posta via aerea fra St. Louis e Chicago fino a quando aveva deciso di accettare la sfida di un francese che gestiva un hotel a New York, Raymond Orteg, che, diversi anni prima, aveva messo in palio 25 mila dollari per la prima persona che fosse arrivata a Parigi da New York senza scali. 

Per l’impresa venne modificato un Ryan M-2 in modo da poter ampliare i serbatoi per il carburante. Il velivolo fu ribattezzato Spirit of St. Louis in onore dei finanziatori dell’impresa. Di quel volo restano delle immagini video impressionanti: si vede un velivolo traballante partire da Long Island e sembra impossibile che possa volare per 33 ore; e poi lui, Charles Lindbergh, sorridente con la mamma prima della partenza; e infine accolto come un eroe a Parigi e portato in trionfo. Qualche giorno dopo “Lucky Lindy” era accolto come un eroe da qualche milione di americani ad una parata per le strade di New York.

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