Privacy

Tim Cook ai legislatori Usa: "Approvate la legge federale sulla privacy"

Tim Cook ai legislatori Usa: "Approvate la legge federale sulla privacy"
(afp)
L'amministratore delegato di Apple lo ha scritto in una lettera diffusa da Reuters
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Il Ceo di Apple, Tim Cook, ha inviato una lettera a un gruppo di legislatori statunitensi chiedendo di approvare la legge federale sulla privacy, la cui bozza è stata presentata recentemente da un gruppo bipartisan.

"Vi esortiamo vivamente a far passare una legislazione completa sulla privacy il prima possibile - si legge nella copia della lettera firmata da Tim Cook e di cui è entrata in possesso l'agenzia Reuters. "Siamo pronti ad assistere in questo processo nei prossimi giorni" ha scritto Cook.

Il tema della privacy è centrale per Apple e per l'uomo che la guida. Appena due mesi fa, intervenendo alla Conferenza Globale sulla Privacy di IAPP, l'uomo che dodici anni fa ha sostituito Steve Jobs ha detto: "La privacy ci dà libertà, libertà di sbagliare e correggerci, di essere noi stessi senza aver paura che ogni nostra mossa sia registrata". E dunque Apple si batte per "proteggere i propri utenti dalla sorveglianza da parte di tutte quelle aziende che con la scusa di servirli con risultati di ricerca più precisi, non credono che dovrebbero chiedere il permesso prima di farlo".

Nel 2018, in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, proprio Tim Cook era stato molto duro nei confronti di Facebook, che in qualche modo aveva permesso la violazione dei profili di 50 milioni di utenti per fini elettorali. "Noi potremmo fare tonnellate di soldi se monetizzassimo i nostri clienti, se i nostri clienti fossero i nostri prodotti - aveva detto in quell'occasione Cook - ma abbiamo scelto di non farlo: non intendiamo trafficare nella vostra vita personale. Per noi la privacy è un diritto umano, una libertà civile". 

Di certo Tim Cook non ha bisogno di una lettera per avvicinare i potenti. Come altri leader delle Big Tech, il Ceo di Apple incontra frequentemente membri del Congresso, politici e anche Presidenti Usa. È stato a cena con Trump quando il magnate era alla Casa Bianca: Cook lo ha incontrato di persona almeno 5 volte nel 2018, come faceva notare Business Insider ad agosto 2019. Cook ha partecipato a incontri ufficali anche con l'attuale presidente Joe Biden.

Questo non ha impedito ad Apple di esprimere pubblicamente il proprio dissenso per l'operato del governo Usa, quando ne ha sentito il bisogno. A ottobre 2019, sempre con una lettera, proprio Tim Cook si è rivolto alla Corte Suprema per difendere i diritti dei 'dreamer', vale a dire i figli degli immigrati irregolari arrivati da bambini e cresciuti negli Stati Uniti.