In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
Il caso

Il (presunto) piano di TikTok per spiare cittadini occidentali

Il (presunto) piano di TikTok per spiare cittadini occidentali
(reuters)
Da un lato cerca di convincere la Casa Bianca della sua affidabilità, dall’altro la cinese ByteDance avrebbe tentato di raccogliere informazioni sensibili su persone ben precise
3 minuti di lettura

Negli uffici pechinesi di ByteDance, la società proprietaria di TikTok, opera un dipartimento noto come Internal Audit and Risk Control (in italiano sarebbe Ispezione interna e Controllo del rischio): il compito della squadra, guidata da Song Ye e che risponde direttamente a Rubo Liang, uno dei cofondatori, è svolgere indagini su possibili condotte scorrette da parte di dipendenti ed ex dipendenti. Tra le infrazioni investigate ci sono la diffusione di informazioni riservate, i conflitti d'interessi o l'abuso delle risorse aziendali.

Secondo quanto riportato in un'inchiesta di Forbes (che ha visionato documenti riservati di ByteDance), questo dipartimento avrebbe però pianificato di utilizzare TikTok per raccogliere informazioni su alcuni specifici cittadini statunitensi che non avevano mai avuto alcuna relazione con la società, allo scopo per esempio di monitorarne gli spostamenti. Non è chiaro, si legge sempre nell'inchiesta, se questi dati siano poi effettivamente stati raccolti, ma è evidente che la sola possibilità che nel quartier generale di ByteDance si sia pianificato qualcosa del genere fa materializzare i peggiori timori dell'amministrazione USA.

Già l'ex presidente Trump aveva minacciato di mettere al bando TikTok su tutto il territorio degli Stati Uniti, mentre proprio in questi mesi, sotto l'amministrazione Biden, il social network (che ha ormai ben oltre un miliardo di utenti) ha intavolato negoziati con il Comitato per gli Investimenti stranieri, al fine di valutare i rischi per la sicurezza nazionale posti da aziende con proprietà straniera. Come TikTok, appunto.

In una fase in cui la tensione tra Cina e Stati Uniti non fa che aumentare, il presidente Biden ha anche firmato un ordine esecutivo focalizzato sulle società straniere che potrebbero potenzialmente "sorvegliare, tracciare e prendere di mira individui o gruppi di persone, con un impatto negativo sulla sicurezza nazionale".

Il rischio, stando all'inchiesta, è che ciò sia già avvenuto o sia stato per lo meno pianificato: "La squadra che si occupa delle ispezioni interne utilizza un sistema di richiesta dati noto agli impiegati come Canale Verde - si legge su Forbes - I documenti e le registrazioni mostrano come questo Canale Verde sia stato usato per ottenere informazioni su cittadini statunitensi".

A queste accuse, TikTok ha risposto via Twitter, negando di avere mai utilizzato la app per prendere di mira (come sospettato) membri del governo, attivisti o giornalisti, di avere mostrato loro contenuti diversi rispetto ad altri utenti e di avere raccolto dati tramite GPS. In realtà, l'inchiesta di Forbes non fa mai riferimento ai dati del GPS, anche perché le informazioni sulla posizione di specifiche persone possono essere ottenute anche tramite l'indirizzo IP, le reti wifi utilizzate e altro ancora.

Non sarebbe la prima volta che qualcosa di simile si verifica: in passato, sia Uber sia Facebook hanno monitorato la posizione di giornalisti che si occupavano professionalmente delle due società, mentre sempre Uber avrebbe fornito ad alcuni politici e funzionari una versione diversa dell'applicazione nel tentativo di evitare multe relative ad alcune infrazioni (un sistema noto come Greyball, spiegato bene nella serie Super Pumped, visibile su Paramount Plus).

Dal canto loro, secondo quanto documentato da BuzzFeed nel giugno scorso, dipendenti cinesi di TikTok avrebbero già in passato avuto accesso ai dati di utenti statunitensi. Ed è proprio per evitare che cose di questo tipo possano ripetersi che la società ha varato a luglio il piano Project Texas, che porterà ad archiviare i dati degli utenti di TikTok su server fisicamente situati negli Stati Uniti e il cui accesso verrebbe limitato "a personale autorizzato, sulla base di protocolli che sono in corso di sviluppo con il governo statunitense", come spiegato dalla società in una lettera inviata al Congresso.

È sufficiente tutto ciò per mettere al riparo i dati dei cittadini statunitensi e occidentali dallo sguardo indiscreto di Pechino? Al di là dell'innegabile importanza di queste informazioni, ci sono altri aspetti da valutare: per esempio, l'algoritmo di TikTok potrebbe venire manipolato per nascondere specifici argomenti o per fare propaganda favorevole alla Cina. Che è comunque quello che può teoricamente fare qualunque altro social network, anche se va detto che in Cina la commistione tra governo e aziende è molto superiore.

Inoltre, non è necessario che il governo cinese usi TikTok per mettere le mani sui dati degli utenti occidentali: "Ci sono centinaia di aziende con base negli Stati Uniti che fanno soldi vendendo informazioni su di voi a chiunque le voglia", ha ricordato per esempio Gizmodo. L'enorme diffusione anche in Europa e negli USA di un social network cinese pone però sfide inedite alle nazioni che lo ospitano. E quanto documentato nelle inchieste più recenti ne è un'ennesima dimostrazione.