E-commerce, soluzione phygital per giovani brand

E-commerce, soluzione phygital per giovani brand
Negli acquisti si cercano emozioni e convenienza che l'uso misto di canali, fisico e telematico, può garantire
2 minuti di lettura

Un’ancora di salvezza per fronteggiare la pressione sui margini, con un potenziale di sviluppo ancora in buona parte inesplorato. Il commercio elettronico è una frontiera di grande interesse per le aziende, chiamate ad aggiornare offerta e posizionamento di mercato per tenere il passo di una domanda sempre più sofisticata. Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Digital Fmcg (l’acronimo che sta per Fast moving consumer goods, cioè i prodotti di largo consumo), curato da Netcomm in collaborazione con NielsenIQ, i brand emergenti non dovrebbero trascurare l’importanza di un approccio multicanale per farsi spazio nel mercato.

In particolare lo studio rivela che, dopo il boom del 2020 (più 146%), quando molti italiani si sono avvicinati agli acquisti via Internet per necessità, a causa delle restrizioni agli spostamenti, il commercio elettronico ha proseguito nel ritmo di sviluppo anche nel 2021, mettendo a segno un progresso nell’ordine del 23,5%. Si è arrivati così a un ammontare di 1,8 miliardi di euro, vale a dire il 2,5% del volume d’affari dell’intero settore Fmcg. La spinta dell’online compensa lo stallo delle vendite dei negozi fisici, generando un incremento dello 0,4% delle vendite complessive nella gdo. Per Roberto Liscia, presidente di Netcomm, queste tendenze meritano di essere seguite con attenzione dagli operatori di mercato per non correre il rischio di perdere il passo con l’evoluzione della domanda. “Il consumatore è alla ricerca di efficienza, ma anche di un’esperienza sempre più personalizzata, semplice e intuitiva”, sottolinea. “Il phygital parte proprio dall’esperienza del cliente: il digitale si affianca al fisico e assume un ruolo chiave durante tutte le fasi del percorso d’acquisto, dalla raccolta di informazioni e dalla comparazione di prezzi, prodotti e servizi, al supporto post-vendita e all’attività di recensione”. 

Secondo l’Osservatorio, i brand emergenti possono trarre grandi vantaggi dai nuovi trend di consumo, a patto di interiorizzare tre concetti chiave: convenience (risparmio di tempo), healthy food e personalizzazione. Infatti, il consumatore tipo digitale è giovane, medio-alto spendente (lo scontrino medio online è di 42 euro), attento ad alcune caratteristiche specifiche dei prodotti come l’italianità e i “free from” (prodotti biologici o per intolleranze alimentari).

L'importanza delle emozioni

Quando si approccia il canale online, è fondamentale conoscere le dinamiche che lo governano, rifuggendo dalla tentazione di dare per scontato che siano valide tutte le opzioni che hanno dimostrato di funzionare su altri canali. Secondo uno studio condotto da Netcomm, il momento del pagamento, durante lo shopping online, genera nel consumatore un picco emotivo positivo, in particolare se il processo è semplice, affidabile e veloce. Dalla ricerca emerge che il 28,5% degli acquirenti online considera prioritario questo canale, il 9,8% continua a preferire l’acquisto tradizionale, mentre il 61% sceglie in base all’opportunità del momento. Tra quelli che hanno indicato una preferenza per l'acquisto online, emerge un profilo prevalentemente composto da giovani uomini, abitanti nei grandi centri urbani, con una capacità di spesa mensile tendenzialmente elevata e appartenenti a un nucleo familiare di tre o più persone.

Compro oggi, pago poi

Restando nell’ambito dell’e-commerce, una delle tendenze emergenti è il cosiddetto “Buy Now, Pay Later”, che consente ai consumatori di acquistare subito il prodotto desiderato, con la possibilità di pagarlo a rate. Liscia lo vede come un’opportunità per le imprese, in quanto “avvicina ulteriormente i clienti potenziali agli acquisti online”. Se in alcuni Paesi come l’Australia e quelli del Nord-Europa è già molto diffuso, il mercato in Italia per questo strumento si è appena aperto. “I merchant che lo hanno già sperimentato ne stanno beneficiato con interessanti riscontri sull’esperienza degli utenti e sui tassi di conversione”, aggiunge l’esperto. “Inoltre, l’offerta di questi strumenti da parte dei payment provider sta diventando sempre più ampia permettendo ai merchant di poter usufruire di più strumenti con i quali proporre sistemi di pagamento rateizzato”.