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L'agri-feedstock in Congo punta sul ricino

L'agri-feedstock in Congo punta sul ricino
Il progetto in collaborazione con Eni prevede la costruzione di un agri-hub a Loudima, con un impianto per la trasformazione di semi in olio
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Così come in Kenya, anche nella Repubblica del Congo il progetto agri-feedstock punta sul ricino. Dopo la firma del protocollo d’intesa lo scorso ottobre con il governo, Eni ha avviato una fase pilota che ha permesso all’azienda di definire un piano industriale con l’inizio della produzione già l’anno prossimo. La fase pilota è iniziata a ottobre 2021 e il progetto prevede la costruzione di un agri-hub a Loudima, nel dipartimento della Bouenza. Sarà un impianto di trasformazione di semi in olio, ma anche un centro polifunzionale nel quale gli agricoltori locali potranno avvalersi di formazione e supporto tecnico.

La prima produzione di olio, garantita dalla coltivazione del ricino, è attesa nel 2023 e a regime avrà una capacità di 30.000 tonnellate all’anno di olio vegetale fino a raggiungere 200.000 tonnellate all’anno nel 2030. Si proseguirà poi con la costruzione di altri agri-hub per raggiungere entro il 2026 una produzione di 150.000 tonnellate di olio all’anno con circa 90.000 addetti ai lavori nella filiera agricola.

Nelle fasi successive, sarà promossa la coltivazione di altre colture, come ad esempio il cartamo e la brassica, sempre a basso impatto (low Iluc), che bene si adattano ai sistemi agricoli consolidati del Congo, con vasta disponibilità di meccanizzazione. Questo progetto apre una nuova area di attività per Eni nel paese africano, a sostegno del Piano di sviluppo nazionale congolese per l’agricoltura 2018-2022, e si fonda sull’impegno di Eni a contribuire alla decarbonizzazione del mix energetico dei Paesi africani.