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La rivoluzione dello shopping in negozio è tech e parte dall'Italia

La rivoluzione dello shopping in negozio è tech e parte dall'Italia
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È nata in Italia dieci anni fa la tech company che sta rivoluzionando lo shopping in negozio in tutto il mondo. Non parliamo di eCommerce, ma di aiutare milioni di consumatori online ad acquistare nei negozi fisici intorno a loro. Questa l’ambiziosa missione di ShopFully.

Presente in 12 Paesi, la società ha un approccio glocal, in grado cioè di combinare un’offerta tecnologica globale con le esigenze dei singoli mercati e contesti territoriali, come ricorda Stefano Portu, co-founder e ceo dell’azienda, con un background ventennale nel mondo digitale. “Siamo nati in Italia ma con retailer e brand stiamo reinventando le regole dello shopping anche sui mercati internazionali. L’idea sin dall’inizio è stata quella di mettere in contatto milioni di consumatori online con i negozi fisici attorno ad essi, grazie all’uso della tecnologia e del digitale”, sottolinea. Per poi ricordare che la crescita è avvenuta con un mix tra linee interne e acquisizioni, ultima delle quali quella della spagnola Tiendeo. Oggi l’azienda conta 370 persone di 30 diverse nazionalità.

ShopFully raggiunge oltre 45 milioni di utenti mensili in cerca di offerte e promozioni sui propri marketplace (DoveConviene, Tiendeo, PromoQui e VolantinoFacile). In Italia le sue piattaforme online sono tra le più utilizzate per lo shopping, presidiando il secondo posto tra le preferenze dei consumatori subito dopo Amazon.

Stefano Portu
Stefano Portu 

“Pur con un’anima digitale, il nostro obiettivo è quello di favorire le vendite locali”, racconta Portu. “Un consumatore italiano che cerca un nuovo televisore, uno spagnolo o francese che pianificano la spesa e un brasiliano o australiano che cercano un videogioco hanno una cosa in comune: utilizzano le app e i siti di ShopFully. Allo stesso tempo, oltre 400 tra i più grandi retailer e brand si affidano alla nostra tecnologia per intercettare i consumatori online e accompagnarli in negozio”.

L’azienda opera in un settore, il retail, tra i più grandi nel mondo e responsabile del 14% dell’occupazione in Europa. Per quanto riguarda il Drive to Store, ovvero le attività per generare traffico nei negozi fisici, ancora oggi vengono investiti, solo nel nostro continente, oltre 12 miliardi di euro in promozione su carta. Ma il percorso d’acquisto diventa sempre più fluido e il consumatore si sposta tra online e offline senza farci più caso. “Fa shopping saltando continuamente tra i due mondi”, sottolinea l’imprenditore e manager. “Prima di fare acquisti si cercano sempre di più informazioni in Rete: il 75% delle decisioni di acquisto avviene infatti online, in primo luogo sullo smartphone”.

In questo contesto di decisioni maturate ormai sul digitale, conclude Portu, per l’acquisto restano centrali invece i punti vendita fisici. “Non solo l’80% delle vendite avviene ancora in negozio, ma il canale fisico vale anche due terzi della crescita del settore nei prossimi anni in Europa. Moltissimi clienti continuano a cercare nello shopping un’esperienza da vivere di persona, per scoprire i prodotti e interagire con i brand. Allo stesso tempo, però, la preparazione e spesso decisione avvengono prima su digitale e inoltre, arrivati in negozio ci si aspettano sempre di più le comodità a cui si è  abituati nello shopping online”.

Da qui la chiave del successo per lo shopping del futuro, una combinazione tra esperienza fisica, relazioni personali ma anche tanta tecnologia, nell’ultimo miglio e in negozio. Con lo smartphone sempre più telecomando per lo shopping.