“Pu'er”, la miglior pizza è made in Alano di Piave

Il riconoscimento a Denis Lovatel della Pizzeria Ezio

ALANO DI PIAVE. Già per un pizzaiolo essere a Napoli è di per sé speciale. Figurarsi se ti trovi lì perché ti hanno appena consegnato il premio per la pizza più buona d'Italia. E così ieri Denis Lovatel, titolare e pizzaiolo della Pizzeria Ezio di Alano di Piave, ha ricevuto il riconoscimento “miglior pizza a degustazione della guida Gambero Rosso 2017”.

La pizza premiata è la prima del progetto “In-Fusioni”, rigorosamente made in Veneto, elaborata grazie alla sinergia tra lo stesso Lovatel e lo chef Francesco Brutto di Undicesimo Vineria (Treviso), miglior chef emergente nord 2016.

“Pu'er” è una pizza bianca dalla farcitura originale e ricercata, che ha riscontrato l'apprezzamento della critica: mozzarella fiordilatte, topinambur al forno, chips, succo di cavolo nero e infuso di Pu'er, che altro non è che un the postfermentato cinese nel 1998 molto raro per dare un effetto balsamico alla pizza. Il tutto con un impasto Crunch, creato nel 1977 secondo le leggi della digeribilità e leggerezza e che è stato ulteriormente alleggerito assieme allo studio della dottoressa Luisa Piva, biologa molecolare e specialista in genetica medica e nutrizione, in modo da dare estro a Denis Lovatel sulla farcitura, senza appesantirla e seguendo la stagionalità degli ingredienti.

Quando lo abbiamo raggiunto ieri pomeriggio era in aeroporto proprio a Napoli. «Non mi aspettavo il premio, devo essere sincero. Una settimana fa ho ricevuto la telefonata dal “Gambero Rosso”, ma pensavo fosse solo una conferma che la mia pizzeria sarebbe stata inserita anche nella guida 2017. Chi avrebbe mai pensato che, tra tutti i pizzaioli d'Italia, avrebbero appunto scelto una nostra creazione per un premio così speciale?».

Una ricetta nata come? «Io sono un amante della buona cucina, mi piace girare e capire le filosofie dei vari chef. Inoltre volevo appunto creare una pizza croccante con i prodotti della terra, come appunto il cavolo nero che non è molto sfruttato. Così, ho proposto allo chef Francesco Brutto di lavorare alla creazione di questa pizza che, tra i vari ingredienti, ha anche questo the postfermentato che le conferisce degli aromi particolari».

La pizza sarà presente il 28, 29 e 30 ottobre a Milano per “Che pizza!”. Un appuntamento in cui saranno presenti: 18 tra i più importanti pizzaioli d'Italia, tra cui appunto il nostro Lovatel, 36 tipi di pizza differenti in versione gourmet e oltre 20 masterclass attraverso cui imparare tutti i segreti del piatto italiano più famoso al mondo. Poi a gennaio dovrebbe rientrare nel menù: d'altronde più di qualcuno vorrà provarla. Lovatel sarà poi presente il 7 novembre a Ferrowine, emporio enoculturale a Castelfranco. Sarà la conclusione del progetto In-Fusione nel quale quattro chef molto importanti realizzeranno assieme a lui alcune pizze. «Ne approfitto per ringraziare mio padre Ezio, che mi ha trasmesso le basi per intraprendere il mestiere, gli chef che hanno partecipato al progetto In-Fusioni, tutti i dipendenti della pizzeria e ovviamente i clienti, che a volte sopportano anche le lunghe attese per mangiare da noi». D'altronde per la pizza cosa non si farebbe...

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

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