In Via dei Fabbri il Busighel, un tesoro da riscoprire

A Belluno, tra il torrente Ardo e porta Rugo, individuato il luogo dove operavano i fratelli Ferrara, maestri nell’arte della spada

BELLUNO. C’è stato un tempo in cui il nome di Belluno era associato a quello delle sue meravigliose spade, prodotti di altissima qualità che i generali richiedevano per i loro eserciti. Poi venne la polvere da sparo e le lame diventarono una tecnologia superata. Ma la fama delle spade bellunesi è ancora uno dei motivi di orgoglio di chi vive nella “città splendente”.

Nascosto tra le case, ai piedi dello sperone di roccia che ospita il centro di Belluno, c’è quel che resta di quell’epoca di effervescente artigianato locale. È a pochi passi dall’acqua, elemento fondamentale per i fabbri: il Busighel ospita, in pochi metri quadrati, tutto quello che serve per produrre le 72 mila spade che i fratelli Ferrara, famosi artigiani bellunesi, realizzarono a partire dal 1578 per gli inglesi.

«Ovviamente non le hanno prodotte tutte da soli» spiega Marta Azzalini, guida turistica, «perché l’accordo prevedeva la consegna di circa 600 spade al mese. Erano a capo di altri artigiani ma è possibile che questo fosse uno dei luoghi dove erano posizionate le officine fabbrili».

Il Busighel si trova tra via Lungardo e Porta Rugo, in quella che, non a caso, si chiama Via dei Fabbri. È una costruzione in sassi intorno alla quale sono state edificate altre case, ben più moderne. Il tetto, crollato da anni, lascia intravedere un camino. «Il pavimento è in terra battuta» spiega Marta, «come si usava nelle officine un tempo. Potrebbe rivelare altri dettagli interessanti». A pochi passi dalla costruzione si intravede un canale che serviva a portare l’acqua dell’Ardo verso le officine in modo da poterne sfruttare la forza motrice.

Lontani dagli itinerari turistici “classici” che solitamente si soffermano nella parte alta della città, il Busighel e le officine Orzes potrebbero raccontare molto della storia della città: una narrazione fatta non solo di splendidi palazzi e di opere d’arte ma anche di acqua, fuoco, artigiani e di 72 mila spade “made in Belluno”.

Valentina Voi

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