Un selfie panoramico in volo col parapendio

«Esperienza dolce o adrenalinica, dipende dai gusti»

ALPAGO. Guardate questa foto e fuggite per un minuto da quello che vi sta intorno. Ci troverete quello che desiderate: il silenzio e la calma di essere cullati dall’aria come se foste sull’acqua o l’adrenalina di virate e acrobazie mozzafiato. Potere del parapendio, una passione che riempie i cieli bellunesi dal monte Avena all’Alpago, dove questa foto scelta per la rubrica Belluno Meraviglia è stata scattata. L’autore si chiama Gianni De Zaiacomo ed oltre ad essere un pilota di parapendio ed un fotografo è anche un po’ inventore: stufo di fotografare gli altri senza mai essere immortalato, ha trovato il modo di costruirsi un “aeroplano da selfie” con cui ha scattato questa foto.

«Ho costruito un aeroplanino di materiale plastico» spiega l’autore della foto, «sul quale ho montato una piccola fotocamera. Il tutto è collegato con un filo di seta al parapendio ma per questioni di sicurezza entra in funzione solo dopo il decollo grazie ad un verricello. Il sistema è dotato di un bilancino che si attiva in determinate fasi di volo, facendo andare in stallo l’aeroplanino in modo che non mi venga addosso. Ho anche potenziato la batteria per poter scattare foto per sei o sette ore, cioè per la durata del volo».



Chi pensa che il parapendio sia (solo) emozioni adrenaliniche deve infatti ricredersi: sorretti dall’ala e comodamente seduti sulla selletta, si possono affrontare anche lunghe sessioni di volo libero. «Quella nella foto è una vela da gran turismo» riconosce al volo Maurizio Bottegal, campione feltrino e direttore di gara dei mondiali di parapendio che lo scorso anno si sono disputati sul monte Avena. Anche le cime che fanno da sfondo alla foto di De Zaiacomo non sono nuovi a Bottegal: si tratta del monte Messer, in Alpago, una zona che insieme alla Valbelluna e alla vallata di Feltre offre ai piloti buone basi di decollo e atterraggio, oltre a panorami spettacolari. «Un trittico fantastico» commenta Bottegal, che non nasconde però la sua preferenza per il monte Avena «dove oltre ad un’ampia zona di decollo c’è anche la possibilità di atterraggio in cima, il cosiddetto “top”. Ma anche l’Alpago è una bella zona di volo: si parte dal rifugio Dolada per atterrare a Garna».

Un mondo, quello del parapendio, che non è riservato a pochi temerari. «Può essere un’esperienza dolce, soprattutto quando si fanno i primi voli in biposto» spiega Bottegal, «oppure più adrenalinica. Si può settare sulla persona. Non è molto dissimile dalla bicicletta con la differenza che in bicicletta se perdi l’equilibrio cadi mentre in parapendio, se affrontate in modo corretto le fasi di decollo e atterraggio, il biposto vola da solo: potrebbe guidarlo anche un bambino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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