“A casa di Dino” dal 26 giugno nel cortile del museo Fulcis

La rassegna si intitola “Il mostro, paure allo specchio” e vuole portare la cultura buzzatiana al centro del dibattito

BELLUNO

“A casa di Dino” ci riprova e ripropone a Belluno, il 26 giugno e il 2 e il 4 luglio la sua terza edizione, che avrebbe dovuto andare in scena a cavallo tra febbraio e marzo scorsi, ma che il Covid aveva fatto annullare.


L’evento, che si svolgerà interamente all’interno del cortile di palazzo Fulcis, è organizzato dall’associazione culturale Villa Buzzati San Pellegrino il granaio in collaborazione con il Comune di Belluno ed è pronto a portare in città una ventata di cultura buzzatiana, mantenendo il titolo originale: “Il Mostro, paure allo specchio”, più che mai azzeccato in un momento così ricco di incertezze e paure.

La rassegna si svilupperà su tre intense serate gratuite di letture, dialogo e spettacolo, che ruoteranno attorno al tema dei mostri, spesso indagato dal grande giornalista e scrittore bellunese nelle sue opere.

Si comincia il 26 alle 18.30, con un incontro intitolato, appunto, “Ognuno ha il suo mostro”, che vedrà come ospite d’eccezione lo scrittore Andrea Zancanaro, vincitore del premio Campiello giovani nel 2017. Nel suo libro, che dà il nome alla serata, il giovane scrittore feltrino ha voluto accendere una luce sul difficile tema del disagio psichico e la diversità; la serata sarà impreziosita da interventi di Marina Da Canal e sarà condotta da Antonella Giacomini.

Il 2 luglio, sempre alle 18.30, invece, si salirà in alta quota, alla scoperta dei mostri raccontati da Enrico Camanni e Manrico Dell’Agnola: alpinisti e scrittori molto noti e attesi che, in un dialogo aperto con il pubblico condotto da Mirta Amanda Barbonetti, più che di scalate e imprese alpinistiche, porteranno avanti una riflessione sulle paure che ci assalgono quando ci mettiamo alla prova, timori che ben conosce chi sfida le pareti di una montagna, ma non solo. I mostri raccontati dai due alpinisti, infatti, assomiglieranno alle vertigini, ma anche a nemici più moderni, come opere ad alto impatto contro le quali si combatte per preservare la montagna dalla mano dell’uomo. L’ultimo appuntamento, infine, andrà in scena sabato 4 luglio alle 20.45 e sarà con il teatro.

Il cortile del museo civico, infatti, farà da palco all’adattamento del romanzo “Le professoresse meccaniche” di Alfonso Lentini. Lo spettacolo, definito neo-patafisico e para-buzzatiano perché unisce letture a suoni e musiche in un mix sorprendente, vedrà la partecipazione di Laura Portunato de “Le bretelle lasche” e di Sandro Del Duca e riprenderà ancora una volta il tema tanto caro a Buzzati, che con il Babau e le altre creature fantastiche uscite dalla sua penna ha raccontato profondamente le paure e le incertezze dell’uomo e che quindi ben si lega anche all’attualità del nostro tempo e alle creature create oggi dalla nostra società globalizzata, che spinge a rispondere al “diverso”, ovvero a ciò che non rispetta i nostri canoni abituali, con muri, diffidenza e divisioni. In caso di pioggia o di diverse disposizioni legate all’emergenza sanitaria, saranno comunicate nuove date e sedi per ogni evento. —


 

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